Il nastro bianco (2009) – Recensione


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Esce venerdi 30 ottobre “Il nastro bianco”, film drammatico tedesco ambientato nella Germania del Nord, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, intorno ai 1913-1914.
Dirige questo film il regista Michael Haneke, che si è occupato anche della sceneggiatura; è distribuito in Italia dalla Lucky Red.

Siamo nel 1913, in un villaggio protestante della Germania del Nord.
La vita in questi borghi è molto ripetitiva e monotona, fino ad un giorno, quando viene fatto un “attentato” al medico locale, che camminando con un cavallo, è inciampato su un filo “invisibile”, rompendosi la spalla.


A narrare gli avvenimenti è un anziano del posto, che cattura l’attenzione e lo sguardo dei bambini che seguono proprio rapiti il racconto dell’anziano.

Inoltre si racconta la vita del paese, dalle storie e i modi di fare burberi del Pastore, ad altri personaggi comunque di spicco per quel paese, come il Medico e il Barone, ognuno con dei modi di fare diversi, come per ciò che riguarda l’autorità, esercitata in 3 modi proprio differenti.

Il film, in bianco e nero, ha vinto la Palma d’Oro al 62 esimo Festival del Cinema di Cannes nel 2009.

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