Capitalism: a Love Story (2009) – Recensione


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“Capitalism: a Love Story” è l’ultima fatica cinematografica del regista americano Michael Moore: uscirà nelle sale italiane venerdì 30 ottobre, ed è distribuito da Mikado.

In questo documentario, ispirato dall’anniversario dei 20 anni del capolavoro “Roger & Me”, Michael Moore vuole riaffrontare il pensiero che lo ha sempre afflitto: qual’è stato il vero impatto che le corporation hanno avuto negli Usa, sulla vita degli americani e nel resto del Mondo?


E per rispondere a questa domanda, girerà tantissimo l’America, in ricerca di una soluzione, di una risposta plausibile.  Ritornerà anche a Flint, nel Michigan, dove partì la sua ricerca ai mali dell’America vent’anni fa.

La risposta che forse ottiene inconsciamente è l’annullamento del sogno americano, che è diventato un incubo per le famiglie che non arrivano piu a fine mese, con posti di lavoro persi, case ipotecate e finite alle banche, e tantissimi altri problemi “quotidiani” che le famiglie americane di medio-basso reddito affrontano.

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